Quanto fui accurato, prima di prender la mia strada, nel mettere al sicuro i miei tesori, entro scrigni protetti da inviolabili serrature, per poterli trovare, al mio ritorno, solo per me, inusate da qualsiasi ladra mano... ma tu che sei il gioello migliore, che rende niente qualsiasi altro allorchè si mostra, tu, che fosti il mio primo conforto ed ora sei solo un cruccio, ti poni preda ad ogni gretto furfante che ti s'avvicina... non t'ho custodito in alcun segreto, se non solamente in quello dove non stai, pur se io ti sento entro di esso... in quell'albergo sicuro che è il mio cuore, in cui accorri e poi fuggi, quando vuoi, per essrmi rapìto, poi, chè con te è rapinatrice qualsiasi virtù, per quel bene che sei!
(Shakespeare, sonetto XLVIII, liberissima traduzione personale improvvisata)
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